La giornata della memoria

La giornata della memoria

Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo.
”Grido di disperazione ed ammonimento all’umanità sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, principalmente ebrei, da vari paesi d’Europa.”
Questo è un epitaffio posto all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz.
Una crudeltà del genere può abbattere molte persone. Il razzismo può uccidere…ABBATTIAMOLO!!!!! La memoria è determinante. È determinante perché siamo ricchi di memorie, memorie che l’uomo non ha, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte. Perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita.
Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre. Guardare indietro è un po’ come rinnovare i propri occhi, risanarli. Renderli più adeguati alla loro funzione primaria, guardare avanti. L’affermazione più profonda che sia mai stata pronunciata a proposito di Auschwitz non fu affatto un’affermazione, ma una risposta. La domanda: «Ditemi, dov’era Dio, ad Auschwitz?». La risposta: «E l’uomo, dov’era?».
”Chi ha subito il tormento non potrà più ambientarsi nel mondo, l’abominio dell’annullamento non si estingue mai. La fiducia nell’umanità, già incrinata dal primo schiaffo sul viso, demolita poi dalla tortura, non si riacquista più.”
La storia è nostra debolezza e nostra forza: ricorda a tutti noi cosa siamo stati in grado di fare e ci lascia sbigottiti, attoniti, senza parole, ma ci dà anche la forza di combattere e resistere, costruire una società diversa in cui tutti potranno sentirsi ebrei senza nasconderlo. L’uomo ha cercato di distruggere un popolo intero ma il bene vince sempre sul male, la resistenza non cesserà mai e la vita avrà sempre la meglio sulla morte.
Nessuno di noi potrà essere perdonato per ciò che è stato fatto, che quelli come noi hanno fatto, ma tutti noi possiamo impegnarci non solo in giorni come questo a scrivere pagine diverse della nostra storia.
L’uomo ha creato il nazismo, l’uomo lo ha distrutto e l’uomo dovrà essere in grado di fermarne la rinascita. Questi ricordi non sono semplici indumenti, qualcosa di cui ci si può spogliare e mettere nell’armadio. Sono incisi nella nostra pelle! Non possiamo liberarcene.
Simone Cossu

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