COINVOLGERE PER CRESCERE. ALISSO, SUNU KAFFOE E UNICEF ALL’UNIVERSITÀ DI SASSARI.

COINVOLGERE PER CRESCERE. ALISSO, SUNU KAFFOE E UNICEF ALL’UNIVERSITÀ DI SASSARI.

Giovedì 20 aprile Alisso è stata invitata a partecipare a un incontro del XXIV Corso multidisciplinare universitario di Educazione allo Sviluppo organizzato dall’Unicef Sassari. L’incontro intendeva essere un momento di informazione e dibattito sui temi cari alle due associazioni: la situazione attuale dei richiedenti asilo e dei minori non accompagnati.

La presidente di Alisso Gabriella, nel suo intervento, ha voluto ribadire con forza il concetto, mai banale, del riconoscere in chi chiede aiuto innanzitutto una persona, esattamente come tutti gli altri, per non cadere nel tranello di chi parla meramente di numeri e tende a spersonalizzare l’individuo.

Nel 2016, i minori richiedenti asilo in Italia sono stati oltre 25 mila, e spesso sono stati accolti in luoghi non idonei – condivisione degli spazi con adulti, scarsa attenzione ai percorsi formativi, confusione nell’autorità competente e mancanza di figure di riferimento. Davanti a questi scenari complicati, quali le possibili vie per contribuire a un miglioramento della situazione?

Gabriella ha raccontato l’esperienza di Sunu Kaffoe Culture, il progetto di integrazione realizzato tra luglio e ottobre 2016 grazie al contributo del bando Caritas “IdeAzioni Solidali”, e che è stato adottato all’interno delle iniziative di Alisso. Il punto centrale di un’esperienza come questa è l’incontro: la volontà di avvicinarsi all’altro, un po’ per caso e un po’ per curiosità, spinge le persone ad aprirsi e a confrontarsi con fiducia sempre maggiore, in uno scambio proficuo di ruoli grazie all’approccio dell’educazione non formale.

Alpha Baldeh, un giovane del Gambia che ha partecipato alle attività e che è ospite del CAS di Valledoria, ha voluto raccontare la sua esperienza di vita in Italia, dal suo arrivo – ancora minorenne – nel 2015 a oggi. Grazie agli stimoli degli insegnanti di lingua, dei tutor e degli altri partecipanti di Sunu Kaffoe Culture, Alpha si dice pronto a sperimentarsi ancora di più, a studiare e a prendere parte attiva nei progetti cittadini di integrazione e mediazione, ma ci sono degli ostacoli burocratici che tuttora gli rendono faticoso continuare con i suoi progetti.

Vi è, dunque, un problema di tipo amministrativo e gestionale che necessita di un’attenzione maggiore da parte delle autorità, affinché determinati meccanismi diventino più fluidi e più comprensibili – chi fa cosa? Per quale motivo? È necessario parlare di una nuova strutturazione dei luoghi, spesso troppo grandi e affollati perché sia possibile stabilire un reale e fruttuoso contatto umano con ogni persona presente, e soprattutto troppo lontani dalla realtà in cui gravitano: i centri di accoglienza sono quasi sempre in luoghi periferici, lontani anche chilometri, e la distanza crea un’ulteriore barriera al vero incontro e alla vera integrazione.

In questo panorama, è ancora più importante lavorare “dal basso”. Costruire esperienze che partano dall’iniziativa della società civile, dalla messa insieme di conoscenze e capacità diverse, è il modo migliore per evitare di sentirsi schiacciati da decisioni e imposizioni che arrivano da un sistema spesso incapace di gestire la cosiddetta “emergenza”. Coinvolgere ed essere coinvolti è la chiave per non essere solo meri osservatori, ma per diventare veri protagonisti del cambiamento.


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